Tifernum Mataurense e Domus del Mito

La cittadina di Sant'Angelo in Vado sorge sulle rovine dell'antica Tifernum Mataurense, toponimo che deriva da tipher o tifia, pianta acquatica che si sviluppa nelle zone paludose. Lo studio della pianta di Tifernum ha portato alla constatazione che la città dovesse avere forma quadrata, con cardo e decumano che si incrociavano nella via principale. L'esistenza dell'antico municipio romano è attestata dai molti reperti archeologici ritrovati e oggi conservati nell'Antiquarium della città.

L'esposizione privilegia la documentazione archeologica del territorio comunale. Sono infatti visibili le iscrizioni rinvenute nell'area urbana dell'antica Tifernum e i materiali d'uso più significativi del municipio romano e del suo territorio. Il percorso espositivo si apre con una breve storia dell'archeologia vadese. La raccolta della sala II prende avvio dalle testimonianze preistoriche e protostoriche del territorio. Gli oggetti in selce, pietra levigata, ceramica e bronzo sono particolarmente preziosi per determinare le fasi cronologiche di vita prima dei romani.

Il percorso prosegue per temi sulla quotidianità della città romana: oggetti per l'illuminazione e ceramica da tavola, stoviglie da mensa, monili e vetri, giochi e giocattoli, pesi e misure, decorazione architettonica, frammenti di statue, monete, e un lapidario con iscrizioni tifernati. Nella sala III è stata allestita una piccola esposizione degli scavi effettuati nel 1999 nel Campo della Pieve di Sant'Angelo in Vado. I manufatti documentano un lungo periodo di occupazione di quest'area del municipio romano, collocata nel quartiere orientale all'incrocio tra un cardine e un decumano. Che il Campo della Pieve conservasse nel sottosuolo una significativa porzione dell’abitato della città romana era noto da quando una serie di fotografie aeree avevano mostrato un fitto e articolato tessuto di strutture sepolte.

L’occasione di riportare alla luce i resti dell'antica città, nota come Domus del Mito, è stata offerta da un finanziamento europeo. Nell’area oggetto di scavo, ampia circa mille metri quadrati, è stata messa in luce l’intera articolazione di una grande domus gentilizia eretta verso la fine del I sec. d.C., impreziosita da un ricco complesso di mosaici figurati.

Tali pavimenti musivi, per lo più ottimamente conservati, esibiscono soggetti vari, che mostrano l’inserimento dell’antica città nella circolazione di cartoni e maestranze specializzate e la presenza di una committenza colta e raffinata. Nelle parte mediana della domus si apre un atrio-peristilio con mosaici geometrici, con basi modanate di colonne che sostenevano l’impluvium, con relativo pozzo al centro; intorno si dispongono almeno tre vani di rappresentanza. Una grande sala presenta una complessa policromia di motivi geometrici e vegetali, con un emblema esagonale centrale con la testa della Medusa irta di serpentelli. In un’altra compare una ricca composizione policroma. Altri due vani presentano complessi e raffinati motivi geometrici, anche policromi, con inserti figurati di vario soggetto.

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  • citta: SANT'ANGELO IN VADO
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