Monumento ai caduti della grande guerra di Vito Pardo

Monumento ai caduti della grande guerra di Vito Pardo

Il monumento ai caduti della prima guerra mondiale di Montecarotto è stato realizzato dallo scultore veneziano Vito Pardo autore anche del monumento nazionale delle Marche a Castelfidardo eretto in onore della battaglia di Castelfidardo e del Generale Enrico Cialdini.

Fu commissionato al Pardo durante la podesteria di Carlo Mariotti (1928-1933).

La chiesa nelle intenzioni del Pardo si sarebbe dovuta intitolare chiesa di San Francesco alla Vittoria ma conservò la titolazione originaria a San Francesco. La particolarità ed originalità del monumento ai caduti di Montecarotto è di essere costituito da strutture e volumi di materiali diversi uniti dalla facciata della chiesa posta in altura e annessa all’ex convento dei Frati Minori francescani, oggi Casa di Riposo, usata come scenografia di fondo. Monumento e chiesa venivano così a costituire un sacrario dedicato alla memoria dei caduti e al culto della patria.

La parte realizzata in materiale lapideo è costituita da statue alate sorrette da mensole e lapidi poste a metà altezza della facciata a destra e a sinistra e incastonate entro le lesene, dal portale d'ingresso, che è contornato da colonnine d'altezza crescente verso l’esterno; gli ultimi sul lato esterno sono decorati con tre riquadri sovrapposti contenenti motivi militari entro cornici floreali.

Le mensole che sorreggono l'architrave su cui poggia la lunetta scolpita a bassorilievo sono anche esse ornate con fregi militari e motivi floreali e sul lato interno recano le scritte 'fede' a sinistra e 'patria' a destra.

La statua di sinistra raffigurata con le sembianze di un Angelo a rappresentare la Vittoria Alata regge uno scudo con lo stemma comunale, la mensola sottostante reca un viso di donna con una folta capigliatura e la lapide contiene la scritta latina vivunt con riferimento alla memoria dei caduti.

La figura di destra è raffigurata con le sembianze di una donna avvolta in un ricco panneggio a simboleggiare l'Italia turrita ha la testa cinta di una corona e sorregge una croce, la mensola reca un teschio, mentre la lapide contiene la scritta latina monent come monito verso la tragedie della guerra.

La lunetta posta sopra l'architrave del portale raffigura un santo in abito monastico (forse san Francesco) con le braccia aperte verso due Soldati inginocchiati, rappresentati con le divise dell'epoca della grande guerra, posti ai lati, quello a sinistra sorregge una bandiera, quello a destra il fucile.

Parte integrante del monumento è anche il portone monumentale della chiesa, disegnato dal Pardo e di cui si conserva il disegno originale presso il palazzo comunale; esso è costituito da trentadue formelle lignee che rappresentano gli stemmi delle Armi del Regio Esercito italiano, Regia Marina e Regia Aeronautica, intagliate a bassorilievo su legno di rovere dallo stesso autore e da una croce latina costituita da quattordici tondi che divide in quattro grandi specchiature le formelle del portone.

La formella centrale della croce è costituita da un tondo in ottone su cui è riportata la scritta "Montecarotto ai suoi figli caduti in Guerra" contornata da una corona di nastri intrecciati.

L'autore nell'ideazione di questa parte del monumento ha avuto come modello gli stemmi araldici dei reparti militari italiani e di cui ha ripreso il disegno araldico: la superficie è divisa in quattro grandi quarti all'interno dei quali sono inserite le singole Armi e specialità. Quindi il monumento si compone di elementi distinti, ma perfettamente integrati: la facciata della chiesa che richiama la stretta connessione fra religione e patria; il portone con i nomi dei caduti (mancanti) e gli stemmi delle armi dell’esercito a celebrare le tradizioni militari.

da www.comune.montecarotto.an.it e http://it.wikipedia.org/wiki/Montecarotto

Informazioni aggiuntive

  • citta: MONTECAROTTO
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