Questo convento si trova nei pressi di Camporotondo, ha sede sul versante orientale del comprensorio sismico di Carufo (m. 594), a pochi metri della strada statale 502 (al km. 66). Esso sembra rivolto ad osservare tranquillamente il vicino abitato di Camporotondo. Colfano indica un colle dove c’era il fanum un “bosco sacro” (o tempio pagano), dedicato a qualche antica divinità. Si ritiene però che l’antico fanum romano sorgesse sulla sommità del colle di Garufo, dove si trova attualmente la chiesa di S. Maria di Garufo, conosciuta fin dal 1299.

Il monastero sorse in contrada Carrufa, una delle quattro antiche contrade di Camporotondo. Il romitorio si trova a 355 m. s.l.m. a 2,3 km. da Camporotondo, 4,3 da Caldarola e 5,3 da Cessapalombo. La sua posizione, un po’ periferica rispetto alle principali vie di comunicazione, gli ha consentito, nel corso dei secoli, di essere lasciato in disparte dai principali avvenimenti bellici.

I monasteri, in genere, venivano fondati sempre vicini ad una sorgente di acqua od un fiume e la lontananza tra uno e l’altro di norma non superava i 20 – 25 chilometri, distanza tranquillamente percorribile a piedi in una giornata.
Qui, secondo la tradizione, S. Francesco, in uno dei suoi viaggi nella Marca, fondò un romitorio nei pressi della sorgente che ora sgorga negli ambienti sotterranei del complesso monastico.

Francesco Gonzaga (1546 - 1620) in “De Origine seraphicae religionis” edito nel 1587, definisce erroneamente placido il torrente Fiastrone. A causa della forte pendenza in un corso abbastanza breve, questo torrente è impetuoso dopo abbondanti piogge ed è vivace anche nei periodi di magra. Seguendo il corso del torrente dalle acque fredde e pulite, poco prima di arrivare a Camporotondo, sulla riva sinistra, sorge il convento di Colfano. Nei pressi del convento, il regime delle acque è molto ridotto, dato che la maggior parte è utilizzata a scopi idroelettrici e raggiunge, mediante una condotta sotterranea, il fiume Chienti a Valcimarra.

Negli ultimi anni ad opera di padre Natale Sartini, parroco di Monastero e frate minore di Colfano, la Grotta dei Frati è stata riportata allo stato originale: si possono così ammirare la chiesetta, l’altare e la cisterna.

Il convento di Colfano si inserisce in un itinerario che guida il visitatore in un percorso di spiritualità dall’eremo e la grotta di Soffiano, all’antico convento di Roccabruna (Sarnano), alle Grotte dei Frati di Cessapalombo, ad altri luoghi che ci raccontano le esistenze dei primi francescani.

fonte: www.comune.camporotondodifiastrone.mc.it

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