La famiglia Mastai

Senigallia è nota per aver dato i natali al papa che è restato più a lungo sul soglio di Pietro: Pio IX (1846-1878), al secolo Giovanni Maria Mastai Ferretti. Le vicende del casato da cui proveniva sono fortemente intrecciate alla storia di Senigallia. Nel 1579 i Mastai, famiglia di commercianti originari di Crema, per qualche tempo passati a Venezia, presero dimora a Senigallia, città allora nota per la Fiera franca, la cui fama raggiungeva ogni parte d’Italia. Fu Giovanni Maria Mastai a stabilirsi in un palazzo del centro dopo un fortunato matrimonio con una giovane donna del patriziato locale, e nel 1594 i Mastai entrarono a far parte della nobiltà cittadina. Tra Cinquecento e Ottocento ben quattro esponenti di questo casato portarono il nome di Giovanni Maria: il primo fu colui che trasferì la famiglia a Senigallia, il secondo, vissuto nel XVII secolo, continuò la tradizione commerciale dei Mastai partecipando altresì alla vita pubblica della città, ma non trascurò di accrescere la ricchezza e l’influenza della famiglia con un matrimonio. Sposò infatti nel 1653 la contessa Margherita Ferretti di Ancona, la quale avrebbe ereditato i cospicui beni della sua importante casata, nonché il titolo di contessa di Castelferretti. I discendenti di Giovanni Maria Mastai e di Margherita Ferretti si chiamarono pertanto conti Mastai Ferretti. Già nel Seicento alcuni membri della famiglia incominciarono a seguire la carriera ecclesiastiche raggiungendo importanti posizioni. Il terzo Giovanni Maria, nipote ex filio del secondo, vissuto nella prima metà del Settecento, contrasse anch’egli un matrimonio funzionale all’ascesa sociale del suo casato sposando Maria Isabella Ercolani figlia del marchese di Fornovo (ducato di Parma e Piacenza). Rimasto vedovo, si dedicò agli studi di storia senigalliese rendendosi benemerito alla sua città. 

Pio IX

Il quarto Giovanni Maria è il futuro pontefice Pio IX, ultimo dei nove figli di Gerolamo Mastai Ferretti e Caterina Solazzi (sepolti nella chiesa della Maddalena a Senigallia). Come usava tra le nobili famiglie fino al XIX secolo, ai figli cadetti spettava la carriera delle armi o quella ecclesiastica. Giovanni Maria, nato nel 1792, si indirizza verso la seconda, così che, ordinato sacerdote nel 1819, già nel 1927 è nominato arcivescovo di Spoleto e cinque anni più tardi vescovo di Imola. Cardinale nel 1840, viene eletto pontefice nel 1846. Una così rapida carriera, coronata dal pontificato, fu in realtà favorita dal rapporto privilegiato che legava le Marche agli ambienti romani – molti erano i cardinali marchigiani nel conclave che lo elesse - e soprattutto dalle tradizioni “ecclesiastiche” della sua famiglia: lo zio Andrea era stato infatti vescovo di Pesaro, mentre il più influente zio Paolino era ricopriva un’alta carica preso la Curia romana.
Il pontificato di Pio IX sarebbe durato ben 32 anni, protraendosi anche oltre la fine dello Stato della Chiesa. L’amnistia da lui concessa ai detenuti politici subito dopo la sua elezione fu salutata con grande entusiasmo dai patrioti italiani, tanto da procurargli la fama di papa “liberale”. In realtà tale fama proveniva dai suoi anni di gioventù in cui aveva simpatizzato per le nuove idee e dal fatto che un suo fratello, Giuseppe, ufficiale con Gioacchino Murat, era stato implicato nei moti del 1831.
Ancor maggiore fu l’entusiasmo nella sua città di origine, che stava attraversando un difficile momento a causa del declino dell’antica Fiera. Il pontefice senigalliese finanziò, ricorrendo al proprio patrimonio personale, l’istituzione dello Stabilimento Pio per il ricovero degli invalidi, avviò la costruzione del Foro Annonario, che avrebbe dato lavoro a molti disoccupati, e approvò già nel 1846 il progetto della ferrovia Bologna-Ancona, che avrebbe favorito lo sviluppo economico delle località della costa adriatica, infine istituì il locale Ginnasio Pio. Nel 1848 144 giovani senigalliesi partirono volontari per la guerra contro l’Austria cui Pio IX aveva, per breve tempo, accettato di prendere parte.
Le scelte politiche di Pio IX dopo il 1848, rivolte alla più strenua difesa del potere temporale della Chiesa, furono in contrasto con i suoi primi orientamenti e delusero le aspettative dei patrioti. Tuttavia, come dimostrano i provvedimenti presi a favore di Senigallia, il suo pontificato si distinse anche per importanti interventi nei settori dell’economia, dei trasporti ferroviari, dell’assistenza e della formazione scolastica. È stato osservato che egli fu più un pastore che un politico ed è forse per tale ragione che il 3 settembre 2000 fu proclamato beato da papa Giovanni Paolo II.

Il Palazzo e il Museo

Senigallia lo ricorda oggi con il Museo Pio IX allestito nel Palazzo Mastai Ferretti (dove si trova anche una Biblioteca ricca di 30.000 volumi), con il Centro di Cultura e di Spiritualità e con l’Opera Pia Mastai Ferretti, che ospita circa 200 anziani.
L’edificazione di Palazzo Mastai risale a fine Quattrocento, anche se l’edificio attuale è frutto di aggiunte e rifacimenti posteriori. I Mastai vi abitarono dal 1629. All’epoca di Pio IX esso doveva apparire ancora più imponente perché dotato di un terzo piano che sarebbe stato eliminato dopo il disastroso terremoto del 1930.
Il Museo Pio IX conserva molti quadri, arredi e oggetti appartenuti al pontefice e alla sua famiglia. Il piano nobile di Palazzo Mastai Ferretti comprende: il Salone di rappresentanza ricco di dipinti di argomento biblico, la Sala dell’amnistia, che conserva due copie del provvedimento pontificio del 1846, la Sala degli autografi, nella quale sono esposte lettere del pontefice, la Sala del medagliere, la Stanza natale di Pio IX, e la Cappella gentilizia in cui troviamo una copia della Madonna del Sassoferrato donata dallo stesso pontefice ai suoi familiari.

 

a cura di Pier Luigi Cavalieri

 


Informazioni
I.A.T., Via Manni, 7 - Tel. 071/7922725 - e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Visite
Museo Pio IX
Via Mastai, 14 - Aperto tutti i giorni feriali, ore 9-12 e 17.00-19.00.
Tel. 071-60649 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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