Porto Sant'Elpidio, la storia

La scoperta negli anni 1917-1919 in contrada Pian di Torre, di una vasta zona archeologica con tracce di capanne abitate nei secoli IX e VIII e di alcune sepolture, rinvenute nelle contrade Corva, Pian di Torre e Pescolla, fanno pensare che già allora, in quella che oggi è Porto Sant’Elpidio, esistesse un centro abitato da alcune migliaia di persone.

Nel 1248 Papa Innocenzo IV si “benignò” di concedere ai cittadini di Sant’Elpidio un porto sulla spiaggia del vicino mare. Sorse così un “borgo”, costituito da una piccola chiesa, intorno alla quale gli abitanti avevano costruito le loro case, disposte in più file lungo la fascia costiera. Al di qua della strada costiera la zona era completamente vuota e così rimase per tutto il Medioevo.

Man mano che le condizioni politiche cambiarono, il Porto crebbe demograficamente e politicamente. Ciò suscita le invidie dei Fermani che più volte manifestarono l’intenzione di annettersi l’intera fascia costiera. Questa situazione di incertezza e la necessità di rendere più sicuro l’insediamento costiero portarono alla costruzione di una torre difensiva, che permise agli abitanti del Porto di difendersi anche dall’intensificarsi delle invasioni saracene. Quando la torre fu terminata, la sua gestione e quella del porto furono affidate al generale Virgilio Elisi che riuscì a respingere una flotta di ben 120 navi turche.

Per tutto il XVII secolo le informazioni sulle attività del Porto restano scarse, ma già nel 1738, dopo che Papa Clemente XII emise disposizioni favorevoli alle operazioni di carico e scarico, il traffico portuale tornò ad essere consistente, tanto che, nel 1758, il Governo della città richiese la ristrutturazione dell’osteria del porto e, nel 1792, iniziò la costruzione della Dogana.

Negli anni successivi, il crescente sviluppo demografico del Porto rese necessaria la costruzione di un edificio per il Deputato di Sanità, per il Capitano delle milizie ed i soldati, di un forno, di un macello e l’ampliamento dell’osteria esistente.

Agli inizi dell’800, a causa dell’indebolirsi del movimento commerciale marittimo e della cattiva gestione del lavoro dei campi, le condizioni economiche del Porto peggiorarono. Nonostante questa difficile situazione, il paese crebbe e nel 1821 venne autorizzata l’apertura di una fiera di bestiame e mercanzie, da tenersi il 23 agosto nel I Stradone (via Aprutina) e nei fondi rustici del conte Bernetti.

Lo sviluppo del Porto fu favorito anche dal ritirarsi del mare Adriatico, cosa che permise di costruire, oltre alle abitazioni, anche la ferrovia Bologna-Otranto, inaugurata nel 1863. Lo scalo ferroviario rappresentò un incentivo molto forte allo sviluppo, e in poco tempo divenne un punto di riferimento importante per viaggiatori e commercianti del capoluogo, dei comuni circostanti e di tutta la vallata del Tenna.

Nel frattempo il comune di Sant’Elpidio collegò il capoluogo al Porto con un servizio di “messaggeria” postale e prese in affitto alcuni locali per insediarvi due scuole elementari.
Sul finire dell’800 le cittadine costiere divennero sedi abituali di villeggiatura di famiglie signorili non solo marchigiane, ma anche del centro e del nord Italia, ed il Porto non fece eccezione.

Nel 1890 dal capoluogo venne importata l’industria delle calzature economiche che si sviluppò rapidamente, portando benessere al Porto. Nell’ottobre del 1897 una pioggia torrenziale fece straripare i fiumi Chienti, Ete e Tenna. Il Fosso dell’Albero, ingrossato come non mai, ruppe gli argini e sommerse il piccolo borgo marinaro. Non ci furono vittime, ma diciotto case vennero distrutte.

Durante la seconda guerra mondiale furono bombardati i ponti Chienti e Tenna ed attaccati la stazione ferroviaria ed ai treni in transito. Nel 1922 gli abitanti del Porto, con una votazione, decisero per l’autonomia dal capoluogo. La ottennero nel 1952, quando a vivere nel Porto erano circa 7.000 persone e quasi tutte risiedevano ai lati della stretta fascia della statale Adriatica. Negli anni ’60, però, a causa della completa saturazione del centro urbano, iniziò a svilupparsi un crescente inurbamento delle zone periferiche.

 

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