Il 21 aprile ricorre il compleanno di Roma. Da 2756 anni si celebra tale data.

 

Roma caput orbis, capitale del mondo oltre che dell'Italia, Roma palladio sacro della nostra stirpe, della nostra gente, Roma faro di luce "ai secoli affluenti". Roma città santa cantata dai poeti, celebrata dagli storici, esaltata dai cristiani, talché San Leone Magno dice di lei: "tu eri capitale del mondo (caput orbis) ma sei diventata più grande col Cristianesimo latius praesideres religione divina quam dominatione terrena". Dante parla "di quella Roma onde Cristo è romano" (2, 32 102).

Oggi quale sede del Papato brilla ancor più come faro di civiltà e di pace, specie in questo fosco clima bellico. Ma non tutti sanno che la data del Natale di Roma è stata fissata da un piceno, o meglio da un cittadino di Fermo.

Il suo nome è Lucio Taruzio e che fosse fermano ce lo attesta Cicerone nel De Divinatione Libro II cap. 46 49: "Lucio Taruzio di Fermo nostro amico profondo negli studi di astrologia, trovò che il 21 aprile era il giorno in cui fu fondata Roma".

Ma non basta. Anche Plutarco, scrittore greco del primo secolo d.C., narra testualmente (Vite Parallele, Romolo, 12): "E' concordemente accettato che la fondazione della città avvenne l'undicesimo giorno prima delle calende di maggio". Tale indicazione fissa la data al 21 aprile, che cade appunto undici giorni prima delle calende di maggio. Plutarco prosegue: "Al tempo dello scienziato Varrone, uno dei più grandi eruditi romani, c'era un suo amico, Taruzio, che era per altro filosofo e matematico e si applicava, nell'arte del calcolo delle nascite e aveva fama di eccellere in essa. A lui Varrone chiese di fissare il giorno e l'ora della nascita di Romolo, deducendoli da quelli che chiamano "gli effetti delle congiunzioni astrali". Taruzio fece ciò che gli era stato chiesto; comunicò la cosa e dichiarò con sicurezza che il concepimento di Romolo era avvenuto nel primo anno della seconda Olimpiade. Concluse che la fondazione di Roma da parte sua avvenne il 9 del mese di Pahrmuthì".

Questa data, che corrisponde al 21 aprile, ebbe poi l'approvazione dei più illustri storiografi quali Plinio, Tacito, Dione ed altri.

Però, dato che l'anno romano all'epoca dell'adozione di tale era, cominciava il 1° gennaio, computavano gli anni di Roma da tale giorno anziché dal 21 aprile.

Ab Urbe condita dalla fondazione di Roma fu la cronologia degli storici, specie di Tito Livio, finché, Dionigi il Piccolo, monaco scita del VI secolo, introdusse l'era cristiana dividendo la storia nei due grandi periodi: ante Christum (prima di Cristo) e post Christum (dopo Cristo), confermando la data della fondazione di Roma al 21 aprile del 753 avanti Cristo!

Roma è oggi la vera capitale delle Marche; conta oltre 300.000 marchigiani; il gonfalone di Fermo ha gli stessi colori di quello di Roma. In questa città oltre 150 vie sono intestate a località marchigiane; ai personaggi illustri delle Marche sono dedicate oltre 40 vie e piazze. Enrico Mattei, il "mago del petrolio" ne ha due. Molte le vie con oronimi (come Monte Vettore, Monte Giove) ed idronimi (Chienti, Tronto, ecc.) marchigiani.

Roma e le Marche, le Marche e Roma, sintonia di propositi ed intenti. Le Marche hanno dato a Roma ben dieci papi. Il monumento sacro all'Italia, il Vittoriano, è opera del marchigiano Giuseppe Sacconi; quello alla fede SanPietro di Bramante, Raffaello, Sisto V, mentre nella Sala Nervi spicca la Resurrezione opera di Pericle Fazzini di Grottammare e tutti gli obelischi di Roma sono stati eretti da papi marchigiani o da maestranze marchigiane.

Buon compleanno Roma! "Sole che sorgi libero e giocondo, sul colle nostro i tuoi cavalli doma, tu non vedrai nessuna cosa al mondo maggior di Roma". Così canta Orazio (Alme sol, possis nihil urbe Roma visere maius...!!!).

 

Gabriele Nepi

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