Macerata e i suoi artisti

Macerata, città di antiche tradizioni culturali, dal 1972 sede di una Accademia di Belle Arti, ha espresso nel corso del Novecento un buon numero di artisti affermati e riconosciuti sia in Italia che all’estero.

Il più noto tra essi è forse il pittore Scipione (Macerata 1904 – Arco di Trento 1933), pseudonimo di Gino Bonichi, figlio di un militare impiegato nel locale Distretto. Il suo nome è legato alla cosiddetta Scuola Romana, cenacolo artistico che egli fondò nella capitale nel 1928 insieme a Mario Mafai e altri pittori in opposizione agli artisti di regime raccolti nella tendenza “Novecento”. Scipione morì a 29 anni di tubercolosi dopo aver trascorso lunghi periodi in diversi sanatori. La sua brevissima parabola artistica si colloca in particolare tra gli anni 1929-31, quando dipinge i suoi capolavori, dal Ritratto del Cardinale Decano alla serie delle nature morte e delle vedute romane, caratterizzate dal gusto per il simbolismo e dal forte e quasi allucinato cromatismo. 

I futuristi maceratesi

Molto più radicati nell’antica città universitaria marchigiana furono un gruppo di artisti accomunati dal rapporto che intrattennero con il Secondo futurismo. La loro storia inizia nel 1922, quando ad una mostra provinciale d’arte furono esposte opere di Balla, Boccioni, Depero, Sironi e altri futuristi. L’organizzatore della mostra Ivo Pannaggi (Macerata 1901 – ivi 1981) era appena ventunenne ma aveva già aderito al Futurismo firmando il Manifesto dell'arte meccanica. All’attività di pittore affiancò quella di architetto e grafico. Personaggio eclettico e originale, sarebbe vissuto per qualche anno in Germania dal 1931 interessandosi all’architettura del Bauhaus, per poi trasferirsi in Norvegia.

Pure fortemente legato all’esperienza futurista fu Sante Monachesi, nato nel 1910 a Macerata e morto a Roma nel 1991. Nella città marchigiana si diplomò alla Scuola di tirocinio lavorando poi come intagliatore ed ebanista negli anni Venti. Dopo aver conosciuto l’opera di Boccioni si avvicinò ai canoni del futurismo (suo è un celebre Ritratto di Marinetti). Fu partecipe di movimenti come quelli di Aeroscultura e Aeropittura e tenne diverse mostre nelle Marche (Recanati, Ancona). Nel 1932 diede vita nella città natale al Gruppo Futurista Maceratese. Trasferitosi a Roma nel 1939, negli anni del dopoguerra visse a Parigi dipingendo nature morte, paesaggi e vedute, influenzato dall’impressionismo e dalla pittura dei fauves. Per il resto della sua vita continuò a sperimentare l’uso dei materiali più diversi nelle sue sculture senza mai abbandonare la pittura. Insegnò nelle accademie di Belle Arti di Venezia, Torino e di Roma.

Al Gruppo Futurista Maceratese aveva aderito anche lo scultore Umberto Peschi (Macerata 1912 - ivi 1992), anch’egli formatosi nella Scuola di tirocinio della città di nascita. Peschi si dedicò alla scultura in legno, sensibile alla lezione di M. Rosso e A. Martini. Si recò a Roma nel 1931 insieme agli amici Bruno Tano (Padova 1913 – Macerata 1942) e Sante Monachesi entrando nella cerchia futurista. Dopo la guerra tornò a Macerata dove riprese la sua attività artistica, abbandonando dal 1952 ogni istanza figurativa per approdare all’astrattismo. Un’incessante ricerca di forme lo accompagnò fino agli ultimi giorni della sua vita.

Anche il più giovane Wladimiro Tulli (Macerata 1922 – ivi 2003) appartiene al gruppo dei futuristi maceratesi. Tulli iniziò la propria attività di pittore con Bruno Tano nel 1938, stabilendo rapporti con Enrico Prampolini e più tardi con Osvaldo Licini. Come Monachesi, dopo la Seconda guerra mondiale approdò all’astrattismo. Nel 1961 ebbe l’onore di essere citato in una poesia di Ungaretti, il quale lo elogiò “per la fantasia / di continuo nuova, / per la spontaneità stupenda del colore, / per l'invenzione / non mai stanca delle libere forme”.


Un altro importante pittore futurista, Tullio Crali, intrattenne rapporti con Macerata, tanto da scegliere di esservi sepolto.

Si può aggiungere a questi nomi quello di Virginio Bonifazi, in arte Virgì (Macerata 1918 – ivi 1997), perché entrò anch’egli, nei tardi anni Trenta, nella cerchia dei futuristi maceratesi. Tuttavia dopo questi inizi avanguardisti, egli spaziò in varie direzioni esprimendosi come pittore, scultore, incisore e soprattutto come raffinato caricaturista e brillante disegnatore umorista. Bonifazi fu molto presente, per oltre mezzo secolo, nella vita culturale maceratese, anche in veste di giornalista e critico d’arte.

Altri artisti

Un artista che ha attraversato il Novecento senza legarsi alle avanguardie è stato il disegnatore e incisore Giuseppe Mainini (Macerata 1898 – ivi 1981), che praticò con eccellenti risultati l’acquaforte, la xilografia e la litografia. Nel 1930 fu chiamato a insegnare Calcografia presso la prestigiosa "Scuola del Libro" di Urbino, ed effettivamente si dedicò anche all’illustrazione di libri. Come disegnatore pubblicitario Mainini creò vari manifesti. Diversamente da altri artisti maceratesi, nel dopoguerra non aderì all’astrattismo, anzi fondò nel 1964 il gruppo “Arte Viva” che si opponeva alle tendenze non figurative.

Originario di Macerata, anche se residente ad Ancona, è il noto scultore e incisore contemporaneo Valeriano Trubbiani (1937), diplomatosi all'Istituto d'arte della sua città di nascita. Trubbiani ha poi completato la propria formazione all'Accademia di Belle Arti di Roma. Le sue sculture sono prevalentemente in metallo e assumono spesso figurazioni zoomorfe di forte impatto simbolico. Fortemente legato all’esperienza dell’astrattismo è stato il pittore Nino Ricci (Macerata 1930), in tempi recenti orientatosi verso l’oggetto totemico, con una ripresa della figurazione.

Diverse opere di artisti maceratesi si trovano nella Pinacoteca di Palazzo Ricci, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, istituzione considerata una delle maggiori in Italia per le arti figurative del Novecento. Nella splendida cornice di un palazzo nobiliare perfettamente restaurato sono esposte oltre 300 opere di pittori del XX secolo, tra cui - oltre a quelli già citati – Morandi, Carrà, De Chirico, De Pisis, Guttuso, Balla, Scipione.

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  • citta: MACERATA
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