Grottammare, la storia

Grottammare, posta a nord del fiume Tesino in provincia di Ascoli Piceno, è un comune di 15600 abitanti che vanta una storia antichissima. Sul suo territorio sono state rinvenute tracce della presenza di popolazioni etrusche e umbre risalenti al IX sec. a.C.


Un villaggio di età romana di nome Pater-Janus si trovava sull’attuale colle delle Quaglie. In epoca altomedievale un insediamento presso il mare ha il nome di Supportica, mentre a partire dal X secolo compare il nome Grupte, e più tardi Grupte a mare. Si ritiene che siano stati gli abitanti di Supportica a costruire il castello di Grupte, posto più in alto sul monte, soprattutto per trovarvi rifugio durante le incursioni saracene. Gli abitanti di questo piccolo centro vivevano di pesca e traffici legati al piccolo porto – che però si sarebbe insabbiato fino a scomparire nel XIV secolo – senza trascurare la caccia e naturalmente l’agricoltura. Tanto bastava per assicurare la prosperità a Grupte e nello stesso tempo ad attrarre le mire della non lontana città di Fermo. Nel 1248 i vescovi di quella città ottennero dalla S. Sede il possesso della rocca e del porto di Grottammare. Undici anni dopo il re Manfredi confermò ai fermani tale possesso. Da allora in poi, per secoli Grottammare sarebbe stata un castello di Fermo, il più importante degli otto castelli di prima classe sui quali la città vescovile vantava la giurisdizione. Essa ne fece restaurare le mura del castello e ampliò il porto. Nei secoli successivi pertanto Grottammare seguì le sorti di Fermo, la quale continuò a provvedere alla sua fortificazione, specialmente dopo uno sbarco di pirati avvenuto nel 1525. Quattro anni prima vi era nato quel Felice Peretti (1521-1590) che sarebbe asceso al soglio pontificio con il nome di Sisto V. Quest’ultimo fece edificare nel 1590 la chiesa di S. Lucia, che dopo la sua morte sarebbe stata portata a termine dalla sorella Camilla.


Nella piazza dell’antico borgo (oggi piazza Peretti) andarono sorgendo i principali edifici pubblici: la chiesa di S. Giovanni Battista, il Palazzo comunale, la Torre civica, e più tardi, il Teatro dell’Arancio. Dopo il XVI secolo Grottammare continuò a svolgere un ruolo legato al commercio marittimo e alla difesa della costa, avendo una certa preminenza rispetto ai centri vicini.
Nel 1860 Vittorio Emanuele II, recandosi nell’ex Regno delle Due Sicilie per prenderne possesso, si trattenne per cinque giorni a Grottammare e ricevette il 12 ottobre nel Palazzo Laureati i notabili napoletani venuti ad offrirgli formalmente la corona.
Già alla fine del Settecento la cittadina incominciò al espandersi verso la zona pianeggiante in prossimità del mare, secondo il razionale progetto urbanistico dell’architetto Pietro Augustoni.


Dopo l’Unità d’Italia e soprattutto nel primo Novecento Grottammare divenne sempre più località di villeggiatura estiva e vi furono edificate, tra pinete e oleandri, numerose ville di gusto Liberty presso il litorale sabbioso.
Dopo la seconda guerra mondiale la cittadina ha conosciuto una forte espansione verso sud con nuovi quartieri a ridosso del territorio di S. Benedetto del Tronto, con la quale forma oggi un unico agglomerato urbano.
Va citato tra i grottesi illustri lo scultore Pericle Fazzini (1913-1987), autore della Resurrezione esposta nell’Aula Paolo VI in Vaticano e di numerose altre opere, alcune delle quali raccolte nel locale Museo del Torrione della Battaglia.

a cura di Pierluigi Cavalieri

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