Cupra Marittima, la storia

La località balneare di Cupra Marittima, che conta 5400 abitanti e vanta un ricco patrimonio storico-archeologico, fa parte come la vicina Grottammare del comprensorio della Riviera delle Palme.

Il territorio di Cupra fu sede di insediamenti preromani (forse piceni ed etruschi), come testimoniano le diverse necropoli rinvenute con ricchi corredi tombali, soprattutto sul colle di S. Andrea.

La città romana di Cupra Maritima, che divenne municipium dopo la metà del I sec. a.C., sorgeva a nord del paese attuale, sulla riva destra del torrente Menocchia, e possedeva un porto, attivo nei commerci di grano e di olio. È stata identificata l’area del foro, caratterizzata da due archi onorari gemelli di età augustea che fiancheggiano la scalinata di un tempio. Varie ipotesi sono state avanzate sulla localizzazione del tempio dedicato alla dea Venere, nota anche come Cupra, che dava il nome alla città, ma non vi è certezza al riguardo. Lungo la Statale Adriatica è stata ritrovata una villa romana con ninfeo e ambienti termali. I luoghi dei ritrovamenti danno vita oggi al Parco Archeologico di Cupra. Nel Museo archeologico del territorio sono esposti i notevoli reperti di varie epoche che sono venuti alla luce.

L’archeologia medievale è rappresentata dalla pieve di S. Basso, chiesa del IX secolo, di cui restano oggi tre absidi e la cripta che ha custodito a lungo il corpo del santo patrono della cittadina.

Dopo aver subito diversi saccheggi dalle popolazioni barbariche, quel che restava di Cupra fu distrutto dai Saraceni nel IX secolo e gli abitanti si rifugiarono sulle alture vicine dando vita a tre “castelli”: S. Andrea, Boccabianca e Marano. Quest’ultimo avrebbe prevalso sugli altri costituendosi in libero Comune, pur sotto l’influenza dalla vicina città di Fermo. Nel XII secolo furono edificate le mura di cinta e fu costruita la chiesa romanica di S. Maria in Castello. Le attività economiche del piccolo comune erano legate alla pesca e ai traffici marittimi, che si svolgevano anche con l’altra sponda dell’Adriatico. Marinai e pescatori tuttavia, a causa dei pericoli sempre incombenti di sbarchi nemici, nel Medioevo non risiedevano sul litorale, ma nel centro murato di Marano. Tra gli edifici di culto sorti a Marano la chiesa dell’Annunziata che ospita oggi l’artistico presepe permanente di arte spagnola.

A metà Ottocento si forma l’incasato lungo la costa, il Borgo Marina, e dopo l’Unità d’Italia Marano riprende l’antico nome di Cupra, completato dall’aggettivo Marittima. La sede comunale è trasferita nel Borgo Marina, ormai attraversato dalla Ferrovia Adriatica. Verso la fine dell’Ottocento viene edificata la scenografica piazza della Libertà, con le due scalinate che conducono alla collegiata dei Ss. Basso e Margherita (chiesa che ospita un magnifico trittico di Vittore Crivelli). Una elegante torretta dell’Orologio, opera di Giuseppe Sacconi, sorge sul palazzo del Municipio.

Negli anni del primo Novecento Cupra diventa, come le altre cittadine della costa picena, una stazione balneare ricca di ville Liberty. Anche dopo la Seconda guerra mondiale lo sviluppo della cittadina è affidato sempre più al turismo estivo, anche se il tradizionale settore della pesca continua ad essere importante. Nel 1977 nasce a Cupra il Museo Malacologico Piceno (che troverà la sua attuale collocazione nel 1988), vastissima raccolta di 700.000 conchiglie provenienti da ogni parte del mondo.

a cura di Pierluigi Cavalieri

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  • citta: CUPRA MARITTIMA
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