Quando Nanni Moretti ha sollevato al cielo la Palma d’Oro che la Giuria del Festival di Cannes gli aveva appena consegnato ho esultato con un urlo da stadio. Quel trionfo non è soltanto un riconoscimento al cinema italiano, ma uno strameritato premio per uno dei più grandi registi italiani di tutti i tempi. Chi ama Moretti condividerà il mio entusiasmo, ne sono certo. Con quel suo atteggiamento ironico e riflessivo al tempo stesso, regista e immancabile interprete dei suoi film, Moretti ti entra dentro l’anima, riuscendoti a trasmettere sensazioni fortissime, come accaduto proprio nel caso dell’ultimo film “La stanza del figlio”, che vive su una tragedia familiare, la morte appunto del figlio. Tragedia nella quale, guardando il film, ci siamo probabilmente tutti immedesimati.
Ma ho gioito anche per altri due motivi: primo perché le scene, sia interne sia esterne, sono state quasi interamente girate ad Ancona; secondo perché lo scenografo è un certo Giancarlo Basili, marchigiano di Montefiore dell’Aso, assai ricercato da tutti i più grandi registi italiani, perché oggi il nostro conterraneo è il più bravo, capace e originale scenografo in circolazione nel nostro Paese. Nel recente passato abbiamo avuto modo di apprezzarrlo anche dall’avveniristico ed originale set di “Nirvana” di Gabriele Salvatores. Basili ha un grande senso di appartenenza alla sua terra e non ha nascosto tutta la sua gioia quando Moretti gli comunicò di aver scelto Ancona per girare il suo film.
Probabilmente, al di là dei meriti di questo genio del cinema di casa nostra, noi marchigiani abbiamo accolto la Palma d’Oro con un pizzico di soddisfazione ed entusiasmo in più.